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mercoledì 30 gennaio 2013

Volevo fare l'archeologo. O scrivere fumetti...


Sapete che sensazione si prova a non saper rispondere alla domanda “qual è il tuo sogno?”? Io si. E non è una bella sensazione, anzi, è una sensazione distruttiva che ti lascia un vuoto dentro come se dentro di te avessi un vuoto coperto da un tappeto. All’apparenza, sotto quel tappeto potrebbe esserci un solido pavimento, mentre, in realtà, c’è un buco, un cratere profondo, un pozzo senza fine. Quel vuoto altro non è che il posto in cui abbiamo abbandonato il nostro bambino interiore, quello capace di sognare, quel parte fanciullesca positiva. Magari, in parallelo, abbiamo lasciato crescere e svilupparsi la nostra parte bambinesca meno nobile, quella del ragazzo immaturo, del ragazzo incapace di tracciare una propria rotta e di seguirla.
Abbiamo fatto sì che in noi prevalesse l’istinto di sopravvivenza, studia che poi trovi un lavoro e guadagni e campi tranquillo e ci siamo ritrovati con un pugno di mosche. Senza sogni, senza lavoro, senza soldi. Cosa ci rimane? La speranza, o l’illusione (sono la stessa cosa?) di poter comunque ripartire e colmare quel vuoto cedendo un po’ ai sogni e un po’ meno alle questioni pratiche, accogliendo dentro di noi un po’ più di sogno, amore, desiderio, passione, creatività e abbandonando, almeno per qualche minuto al giorno, i curricula, le aziende, arrivareallafinedelmeseperilrottodellacuffia, eccetera.
Stasera, mettete su un cd e bevete un bicchiere di vino (o di quel che vi pare), leggete il vostro romanzo preferito (fottetevene anche nel caso in cui la critica dice che il romanzo che leggete è per beoti, si sa bene che i critici, spesso, sono autori falliti), uscite con gli amici, fate l’amore.
E boh, lo scazzo è finito.

martedì 29 gennaio 2013

Un tizio in gamba

Oggi, alla presentazione del Master dei Talenti, promosso, per i neolaureati in Piemonte e Valle d'Aosta, dalla Fondazione CRT, ho avuto modo di conoscere un giovanissimo imprenditore italiano, Marco Bestonzo,  che ha dato vita ad una bella azienda, sfruttando un'idea legata ad Arduino.
InTOino, questo il nome dell'azienda, si occupa di fornire un basilare hardware per comunicare, via wireless, con Arduino e "programmarlo" per svolgere le funzioni più disparate. InTOino si occuperà quindi di diffondere l'idea e ne condividerà i vantaggi con l'inventore.
Oltre a ciò, Bestonzo ci ha dato qualche dritta su come cercare lavoro, ma, soprattutto, sull'importanza del rompere le palle (e no, non mi scuso per il francesismo). Ci ha spiegato come perseverare sia un punto fondamentale della ricerca di un lavoro: farsi dire di no 10 volte per ottenere un si all'undicesima rappresenta uno scoglio necessario da affrontare per trovare un impiego.
A tal proposito ci ha raccontato un aneddoto su un suo amico che si ritrova in Ferrari per aver dimostrato, con la sua perseveranza, la sua reale voglia di lavorare per loro o di un altro che, pur  di non arrendersi, ha spammato le email di mille (1000) aziende per ottenere 10 risposte (si, l'un per cento), ma, alla fine, è riuscito a beccare un buon lavoro.
Insomma, il concetto è chiaro: non demordere e perseverare, fino all'ambita meta!

lunedì 21 gennaio 2013

Nuovi sport, nuova vita

All'alba (forse sarebbe meglio dire poco dopo) del 2013, nuove prospettive s'affacciano alla finestra: la ricerca di un lavoro (ebbene si, la tesi è finita e la laurea raggiunta) e nuove passioni in arrivo. Sono fatto così, purtroppo, alla perenne ricerca di qualcosa che sia nuovo ed emozionante, che sia bello e appagante.
Tra notizie sconvolgenti (l'esaurimento nervoso, a quanto pare piuttosto grave, di un ex coinquilino), sensi di colpa per i litigi passati con il suddetto e un minimo di speranza per il futuro, nuove sfide mi/ci attendono.
See you soon

lunedì 12 novembre 2012

Una breve autoanalisi

L'immagine riportata qui sopra, rappresenta una svolta nella vita di chi scrive. Perchè, se non ho mai letto con continuità fumetti Marvel è proprio per colpa di questo numero dell'Uomo Ragno. Perchè era particolarmente brutto? Ma no! Proprio perchè era, almeno nei miei ricordi di tredicenne, bello, bello, bello. Mi spiego: era il periodo di Natale del 2001 e, nella calza della Befana, tra i dolciumi vari, era finito questo bel numero della testata Marvel.
Insomma, com'è come non è, ecco che arrivo all'ultima pagina dell'albo: Mary Jane, creduto inizialmente morta in un incidente aereo, è viva! Eh si, Peter se la sta abbracciando e sbaciucchiando tutto, ma alle sue spalle ecco spuntare il cattivone che gli tende un agguato e.... continua sul prossimo numero.
Ma un numero successivo non c'è stato! E si, perchè chiedo al babbo se posso cominciare a collezionare UR, "ma no che esce ogni quindici giorni", "ma no che è un'americanata" e insomma ecco che io sono ancora qui che aspetto di sapere come va a finire questa storia. Che poi, magari, rileggendola oggi, manco mi piacerebbe. In ogni caso, è probabile che questo mio shock infantile mi abbia portato alla bulimia narrativa di cui soffro, chissà. Magari leggendo il finale di questa storia  tornerei in pace con me stesso e smetterei, per sempre, di leggere. O forse no. O forse, solo mi toglierei uno sfizio. Comunque, di una cosa sono sicuro: se avessi letto QUEL numero, oggi non farei l'ingegnere (quasi)

mercoledì 7 novembre 2012

Aggiorniamoci

Ok, clicchiamo il tastino refresh in alto a destra sulla vostra barra degli indirizzi e aggiorniamoci.
Due giorni fa abbiamo ricevuto la comunicazione, ufficiosa ma (quasi) certa, della data di proclamazione: si tratta del 5 di dicembre, perciò non prendete impegni.
Ad oggi, il lavoro di tesi è sostanzialmente concluso, in attesa di correzioni che, certamente arriveranno il giorno prima della data di consegna si spera possano arrivare un po' di giorni prima della data di consegna.
Nel frattempo occupiamo il tempo occupandoci di tante cose: la ricerca di un part-time per campare, l'organizzazione logistica della laurea, qualche pseudocrisi pseudodepressiva, letture varie e sparse (tipo che ho deciso che voglio conoscere un po' la vecchia Marvel, urge farsi una cultura) e distruz distazioni calcistiche.
Intanto prosegue la carrellata di telefilm che vorrei guardare: eliminato il deludente Arrow, si prosegue con una esaltante quinta stagione di The Mentalist (quinto episodio bellissimo, il sesto si preannuncia epocale) e con l'ottava di How I Met Your Mother (bellino come sempre, ma sta diventando un po' troppo melenso) e, forse, si comincia con The Walking Dead (di cui, scoperta delle scoperte, si attende una edizione da edicola in formato bonellide). Insomma, per cazzeggiare c'è abbastanza roba

sabato 13 ottobre 2012

Il Boia di Parigi


Eccoci a commentare la neonata collana "Le Storie".
L'esordio è affidato alla coppia Barbato - Casertano, certamente non due novellini, ma due autori di provata esperienza che godono della fiducia del pubblico e della casa editrice.
Partiamo parlando della confezione: la copertina in cartoncino regala un piacevole "effetto quadro", a cui, certamente, contribuiscono la splendida illustrazione di Aldo Di Gennaro e la buona colorazione (non accreditata, quindi, forse, dello stesso Di Gennaro). Unica nota negativa di questa copertina sono forse le macchie di sangue, poche e poco credibili; un particolare che non inficia, però, il giudizio positivo sull'opera dell'autore, che sarà uno degli elementi di raccordo tra un albo e l'altro di questa collana.
Passiamo, ora, alla storia: Paola Barbato, accompagnata dai bei pennelli di Gampiero Casertano (in formissima!) regala un affresco raggelante dei giorni della Rivoluzione e lo fa con una maestria non comune. Testo e immagini sono ben bilanciati, con una leggera prevalenza, forse, delle immagini sulle parole. Adotta inoltre una soluzione non sempre praticata in casa Bonelli, ma che, forse, farebbe bene anche a collane più classiche spesso tacciate di verbosità: usa le didascalie per esplicitare i pensieri del protagonista Henri Sanson, accompagnandole con immagini, ottenendo un alleggerimento della lettura e una maggiore scorrevolezza dell'opera. Opera che, appunto, narra le vicende del già citato Boia di Parigi, un uomo che vede cambiare profondamente il suo ruolo nel corso del tempo: da esecutore delle ingiuste condanne a poveri popolani a eroe del popolo stesso, colui che accompagna alla morte i nobili crapuloni che, fino allo scoppio della rivoluzione, non hanno fatto altro che arricchirsi e mangiare a spese dei poveri. Ma Sanson è anche un uomo con dei principi, con un personalissimo, rispettoso e rispettabile culto della morte, unica certezza degli esseri umani, unica compagna fedele e affidabile, nonchè un uomo fedele a sua volta agli amici, come Danton e lo stesso re, che pur sarà costretto a decapitare. Paola Barbato ci offre, inoltre, un ritratto quanto mai negatvio di un personaggio fondamentale della rivoluzione, cioè quel Robespierre che, se pur ispirato da nobili propositi, altro non si è rivelato che non un tiranno del popolo.
Al di là del contesto storico (curato) e della veridicità o meno di alcuni particolari, il personaggio tratteggiato dall'autrice è affascinante e positivo, un uomo con dei valori forti, un uomo che riesce a non piegare la testa e anche ad ottenere una ricercata vendetta. La Barbato introduce anche una particolare e densa storia "d'amore", non canonica, ma non per questo meno coinvolgente, tra Sanson e una donna misteriosa.
A conti fatti "Le Storie" presenta un esordio notevole sotto tutti i punti di vista e sembra proprio essere una collana che mancava nell'asfittico panorama fumettistico, una collana capace di portare qualcosa di nuovo, seppur nel solco della tradizione bonelliana. Attendiamo, ansiosi, la seconda uscita, ad opera di Recchioni - Accardi!